FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI  DELLA PROVINCIA DI TREVISO

PATTO ASSOCIATIVO

 

Preambolo

 Il presente Patto Associativo, che vuole promuovere il Forum Provinciale Trevigiano delle Associazioni familiari, si pone in continuità con alcuni eventi di carattere mondiale e nazionale allo scopo di radicarli nel territorio:

  • la richiesta di creare associazioni familiari di espressione e di rappresentanza davanti alle pubbliche autorità civili, economiche, sociali e culturali, formulata dal Sinodo dei Vescovi del 1980, accolta da Papa Giovanni Paolo II nell’esortazione apostolica Familiaris consortio al n. 46;
  • la pubblicazione della Carta dei diritti della famiglia del 22 ottobre 1983 da parte del Pontificio Consiglio per la famiglia della Santa Sede;
  • la formulazione del Patto Associativo nazionale, del 30 novembre 1995 (rivisto il 29 maggio 1999), promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, e la creazione del Forum nazionale delle associazioni familiari con la presenza di venticinque organizzazioni familiari italiane.

In continuità e fedeltà a questi due eventi, i Vescovi delle due diocesi interessate al territorio della provincia di Treviso, consapevoli della loro responsabilità di pastori nei confronti dell’istituto famigliare, hanno stimolato, promosso e accompagnato le aggregazioni ecclesiali, gli organismi di ispirazione cristiana, e le altre realtà associate presenti nel territorio diocesano che a vario titolo si occupano della famiglia, alla costituzione di questo Patto Associativo per la nascita del Forum.

Il Patto Associativo esprime l’adesione degli organismi familiari (associazioni, comitati, federazioni, istituti, movimenti), ad una aggregazione unitaria e pluralistica, attraverso la quale manifestare un impegno comune su obiettivi specifici a favore della famiglia, nel rispetto, nella salvaguardia e nella promozione dell’originalità e della specificità, della storia e della prassi di ciascun organismo sottoscrivente.

Le associazioni, i movimenti e le organizzazioni che operano in favore della famiglia sono profondamente consapevoli che il matrimonio e la famiglia sono stati voluti da Dio con la stessa creazione; sono interiormente ordinati a compiersi in Cristo e hanno bisogno della sua grazia per essere guariti dalle ferite del peccato e riportati al loro “principio”, cioè alla conoscenza piena e alla realizzazione integrale del disegno di Dio (cfr Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 3).

Poiché il disegno di Dio riguarda tutti gli uomini e tutte le donne nella concretezza della loro esistenza quotidiana in determinate situazioni sociali e culturali, le famiglie sono convinte della necessità di discernere e riconoscere ciò che, in tali situazioni, può promuovere o ostacolare il compiersi del disegno di Dio sulla famiglia.

Pertanto, le famiglie consapevoli della loro missione e della responsabilità che hanno nei confronti dei figli, si impegnano a creare e ad assicurare insieme le condizioni socio-culturali e politiche affinché ogni uomo ed ogni donna possano “avvertire” come augurabile, bello e possibile vivere la loro unione nel matrimonio e perseverare serenamente in esso.

Le associazioni, gli organismi, i movimenti, gli istituti che operano in favore della famiglia si consociano per poter vivere al meglio il loro essere famiglia nella comunità cristiana e nella società civile.

 

Patto Associativo

La famiglia come capitale sociale primario

 

1. Gli organismi familiari che aderiscono al Patto Associativo delle associazioni familiari presenti nella Provincia di Treviso riconoscono la famiglia, fondata sul matrimonio, come soggetto sociale e politico, in quanto essa è:

  • a) relazione d’amore di piena e stabile reciprocità tra i sessi e tra le generazioni:

-          relazione d’amore: una realtà nuova che ha caratteristiche proprie rispetto alla semplice somma o accostamento degli individui

che la costituiscono;

-          di piena reciprocità: appartenenza totalizzante delle persone in quanto riguarda tutte le dimensioni della persona e della vita;

-          stabile: continuamente custodita e rinnovata nel tempo cioè né temporanea, né precaria ;

-          tra i sessi: nella valorizzazione e accoglienza della differenza uomo-donna;

-          tra le generazioni: ontologicamente aperta alla generazione con la responsabilità della maternità e della paternità.

  • b) Comunità di amore e di solidarietà che, in modo unico, è atta ad insegnare e trasmettere valori  etici, spirituali e religiosi, sociali e culturali essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della comunità.
    • c) Luogo naturale di maturazione e di crescita della persona e come tale essa s'inserisce e viene riconosciuta come soggetto sociale e “capitale sociale” fondativi della società.

2. Questa figura di famiglia costituita sul matrimonio infatti produce i seguenti effetti:

-          aumenta la capacità di sinergia e cooperazione tra le persone, pertanto le relazioni sono di fiducia e collaborazione (maggiori sono l’instabilità e la debolezza dei legami, minori e più limitati sono l’investimento a lungo termine e la reciprocità e quindi le relazioni risultano spesso negoziali e contrattuali);

-          aumenta la capacità di ridistribuzione delle risorse familiari, realizzando così l’equità fra chi ha più e chi ha meno (se c’è debolezza ed instabilità dei legami, è alta la ricerca di compensazioni su basi individuali e minore è la disponibilità a condividere);

-          eleva la capacità delle persone di impegnarsi in compiti sociali (invece dove c’è instabilità è minore la disponibilità a dedicarsi gratuitamente per la società e la coppia è più chiusa in se stessa);

-          accresce il benessere dei figli in quanto il figlio interiorizza non soltanto i messaggi del padre e della madre ma la loro relazione (se la relazione manca o è carente, l’identità del figlio sarà problematica).

Il “proprium” della famiglia fondata sul matrimonio consiste nell’immettere nella società un modello fiduciario di vita che genera beneficio alla società (capitale sociale primario). Nelle altre forme di convivenza è evidente e forte il rischio di un modello negoziale di vita che, enfatizzando la ricerca dell’autorealizzazione individuale, tende piuttosto a consumare il capitale sociale.

 

Principi antropologici e politici

3. Il Forum assume come fondamento e fine del proprio operare la persona umana e la considera nella sua unità psicofisica e relazionale dal concepimento alla morte naturale, nella dinamica delle sue relazioni di coppia, familiari e sociali.

4. Il Forum ritiene che i diritti della persona, anche se riconosciuti come diritti del singolo, abbiano una fondamentale dimensione relazionale, che trova soprattutto nella famiglia la sua nativa e vitale espressione e il suo armonico sviluppo.

5. Il Forum fonda la sua ispirazione ideale e programmatica nella «Carta dei diritti della famiglia» emanata dalla Santa Sede, indirizzata principalmente ai Governi nazionali e ai pubblici poteri, e a tutti gli uomini di buona volontà.

6. Il Forum trova fondamento delle sue azioni nell’ispirazione cristiana ed in particolare nella Dottrina Sociale della Chiesa, della quale è testimonianza ed espressione.

7. Il Forum si richiama alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (New York-10-12-1948), che all'art. 16, comma 3 afferma: «La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto di essere protetta dalla società e dallo Stato»; nonché la Convenzione sui Diritti del Fanciullo (New York - 20 novembre 1989, ratificata dall'Italia con Legge 27 maggio 1991, n. 176) [G.U. 11.06.1991, n. 135], che nel preambolo recita: «convinti che la famiglia, unità fondamentale della società ed ambiente naturale per la crescita ed il benessere di tutti i suoi membri ed in particolare dei fanciulli, deve ricevere la protezione e l'assistenza di cui necessita per poter svolgere integralmente il suo ruolo nella collettività».Il Forum, in accordo con la Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, «riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio» [art. 29], istituzione ontologicamente preesistente al patto sociale e politico costituito dai cittadini, e formazione sociale avente carattere di società intermedia fra Stato e cittadino, che riceve tutela dall'ordinamento giuridico, anche alla luce dell'art. 2 della Costituzione della Repubblica italiana, che «riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità».

 

La famiglia nella società

9. Le associazioni familiari si impegnano a promuovere attraverso il Forum:

a. la centralità sociale della famiglia, intesa quale soggetto riconosciuto dall’articolo 29 della Costituzione, l'importanza delle sue funzioni fondamentali per la promozione del benessere della persona e della comunità.

b. Il riconoscimento della famiglia come società naturale che precede l'organizzazione dello Stato e qualsiasi altra comunità sociale, e possiede diritti propri che sono inalienabili.

c. Il riconoscimento che la famiglia è soggetto autonomo nel campo delle scelte e dei comportamenti perciò lo Stato deve promuovere e favorire l'iniziativa responsabile e la capacità associativa delle famiglie per il principio di sussidiarietà che ispira la Costituzione.

d. Il riconoscimento della famiglia quale ‘capitale sociale’ per tutta la comunità.

e. L’applicazione dei principi di sussidiarietà e di solidarietà.

f. Il riconoscimento dell’associazionismo familiare stesso quale strumento importante per aiutare le famiglie ad uscire dall’isolamento, dando loro voce, riconoscimento e ruolo, così da promuovere la cultura 'familiare’ e il suo ‘capitale relazionale’.

g. La  necessità di interventi primariamente di promozione, supporto ed integrazione della famiglia, oltre a quelli di sostituzione, in applicazione implicita od esplicita, del principio di sussidiarietà  rinunciando così ad una politica di tipo assistenzialistico.

 

Le Associazioni familiari che partecipano al Forum

10. Le associazioni familiari costituiscono per se stesse una risorsa di autonomia, di responsabilità e di solidarietà di grande importanza per il bene comune.

11. Ogni associazione, in autonomia, persegue i fini per i quali è stata costituita.

12. Le associazioni familiari intendono far crescere nelle famiglie e nella società la consapevolezza degli inalienabili diritti di «cittadinanza» e le potenzialità insite in una cultura della famiglia nella convivenza civile; inoltre si propongono come strumento di rappresentanza delle famiglie stesse presso le istituzioni.

 

Il Forum Provinciale delle Associazioni familiari di Treviso

13. Il Forum, - quale aggregazione delle associazioni familiari aderenti al patto associativo - nella sua specificità di soggetto politico e culturale, ricerca, propone e promuove adeguate politiche familiari, funzionali alla formazione e alla crescita delle famiglie, nel pieno e libero svolgimento dei loro compiti e funzioni. Verifica, inoltre, gli effetti sulle famiglie delle politiche locali mettendone in rilievo sia le buone prassi sia denunciando possibili situazioni inadeguate o controproducenti per la famiglia.

14. Il Forum intende valorizzare l'associazionismo delle famiglie e per le famiglie, curarne lo sviluppo e favorire un'attenzione positiva nei suoi confronti da parte di Istituzioni ed organismi sociali in sede locale.

15. Il Forum nell'attuare i suoi compiti persegue una metodologia che utilizza i principi e le regole della democrazia, in cui sono privilegiati: il libero confronto, il dialogo rispettoso e franco, il superamento di posizioni autocentriche, l'orientamento al bene comune dei cittadini e delle famiglie, la concertazione programmatica ed operativa, l'osservanza franca e leale delle decisioni assunte, l'autonoma responsabile attività delle associazioni e dei movimenti e delle altre organizzazioni.

16. Il Forum adotta il principio della sussidiarietà, intervenendo con maggiore forza, incisività e visibilità laddove sia insufficiente o debole l'iniziativa delle singole organizzazioni familiari socie, o quando si ravvisa l'opportunità di un'azione sinergica o convergente, stimolando e potenziando l'attività delle stesse.

La «Carta dei diritti della famiglia» della Santa Sede (22 ottobre 1983) fa parte integrante del presente «Patto associativo».